Nuovo regolamento NIS 2: cosa cambia per le aziende e come prepararsi al meglio

Negli ultimi giorni, la discussione sulla direttiva NIS 2 (Network and Information Security Directive) si è fatta particolarmente intensa, complice anche l’approvazione definitiva della normativa europea e il dibattito sulle tempistiche per la sua piena adozione in Italia. Il Consiglio dei Ministri italiano, proprio in questa settimana, ha discusso le modalità di recepimento nel quadro nazionale e si prevede che nelle prossime settimane tutte le aziende interessate saranno chiamate ad adottare nuove misure di sicurezza rafforzate. Ma cosa significa, in concreto, per le imprese, e come cambia il lavoro dei responsabili della sicurezza e dei consulenti in materia di compliance?

## NIS 2: un riepilogo essenziale
La direttiva NIS 2 nasce dall’esigenza di migliorare la resilienza degli enti pubblici e privati considerati essenziali o importanti, a fronte dell’incremento degli attacchi informatici che colpiscono infrastrutture critiche, supply chain e aziende di ogni dimensione. Entro il 17 ottobre 2024 tutti gli stati membri dovranno recepire la normativa nei rispettivi ordinamenti nazionali, e le aziende avranno poco tempo per colmare eventuali gap di sicurezza.

Tra le principali novità si segnalano:
– **Ampliamento del perimetro**: Oltre ai settori già considerati critici, entrano ora anche aziende di produzione, ambientali, della gestione delle acque e della sanità, così come fornitori di servizi digitali.
– **Nuovi obblighi di governance**: I vertici aziendali saranno direttamente responsabili della sicurezza delle informazioni, con articolati obblighi di formazione, controllo e rendicontazione.
– **Maggiore severità nelle sanzioni**: Le multe possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale annuo, sulla falsariga di quanto prevede il GDPR.

## Come si integra la NIS 2 con il GDPR e la privacy
Uno dei punti più delicati riguarda il rapporto tra gli obblighi già previsti dal GDPR in termini di tutela dei dati personali e quelli, più ampi, richiesti dalla NIS 2. La nuova direttiva si focalizza su tutti gli asset informativi (inclusi dati non personali) e sulle infrastrutture, richiedendo quindi una visione più estesa. Tuttavia, molti degli adempimenti (analisi del rischio, gestione degli incidenti, formazione, audit periodici) sono sovrapponibili. Questo significa che una buona strategia di compliance dovrà puntare su un’integrazione intelligente di processi e strumenti, per evitare doppioni, ma anche per non rischiare di trascurare alcuni aspetti cruciali.

## Governance e responsabilità: il rischio passa dal board
Con la NIS 2 entra nel vivo il tema della responsabilità personale dei vertici aziendali nella gestione della sicurezza informatica. Non si tratta più di un compito demandato semplicemente al responsabile IT o al DPO, ma di una questione che coinvolge gli amministratori e tutti i livelli decisionali. La direttiva impone non solo l’adozione di misure tecniche e organizzative adeguate, ma anche l’obbligo di assicurare una formazione specifica e continua per il personale, e l’implementazione di policy che garantiscano la tracciabilità delle decisioni.

L’attivazione di sistemi di whistleblowing e l’obbligo di notificare ogni incidente entro un tempo massimo di 24 ore sono solo due degli aspetti che dimostrano la centralità attribuita all’approccio proattivo, piuttosto che reattivo.

## L’effetto NIS 2 sulla vita d’azienda: dalla gestione del rischio alla cultura della sicurezza
L’impatto sulla quotidianità delle imprese è rilevante, non solo perché richiede investimenti in tecnologie di cybersecurity, ma soprattutto perché impone un cambio di mentalità. La gestione del rischio diventa elemento fondante, così come la cultura della prevenzione. Dalla definizione di una struttura di Incident Response, alla creazione di un registro degli asset, fino all’avvio di campagne di formazione continua e simulazioni di attacco: tutto deve essere visto come parte integrante dei processi aziendali e come un elemento distintivo dell’organizzazione.

Importante è considerare anche il ruolo dei fornitori e della supply chain: con NIS 2, le aziende sono chiamate a estendere i controlli e le verifiche anche a tutti quei soggetti che, a vario titolo, trattano o gestiscono informazioni sensibili o sistemi interconnessi con la realtà aziendale.

## Le ultime novità dal panorama italiano ed europeo
Nelle ultime settimane, proprio per chiarire gli ambiti di applicazione e i criteri di qualifica degli enti essenziali e importanti, ENISA (Agenzia europea per la cybersecurity) e ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) hanno pubblicato linee guida operative che approfondiscono:
– I profili di rischio e di valutazione della criticità delle aziende;
– I modelli organizzativi e i profili di compliance più efficaci;
– Le best practice da adottare per l’adeguamento progressivo verso la scadenza di ottobre 2024.

Un’altra novità importante, emersa proprio questa settimana sui principali media specializzati, riguarda il via libera alla conversione in legge del DL che recepisce la direttiva nel diritto italiano, che aiuterà presto a chiarire definitivamente l’elenco degli obbligati e dei relativi livelli di sanzioni e responsabilità.

## Da dove partire: consigli per un percorso di compliance efficace
1. **Valuta la tua esposizione**: Identifica se la tua azienda rientra tra quelle classificate come “essenziali” o “importanti” secondo NIS 2 e le linee guida pubblicate.
2. **Analizza i gap**: Conduci una mappatura dettagliata dei processi e delle procedure attuali, individuando le aree che richiedono interventi urgenti per raggiungere la compliance.
3. **Potenzia la formazione**: Implementa corsi specifici e continui per tutto il personale su temi di sicurezza informatica e gestione dei dati.
4. **Definisci policy chiare**: Elabora e aggiorna policy di sicurezza, piani di Incident Response e procedure di segnalazione interna per garantire tempestività ed efficacia nelle gestione delle crisi.
5. **Coinvolgi il board**: Assicura che la direzione sia pienamente consapevole delle proprie responsabilità e parte attiva nel monitoraggio dei processi di sicurezza.
6. **Sfrutta strumenti e partner certificati**: Affidati a fornitori e professionisti qualificati in cybersecurity per sensibilizzare, proteggere e monitorare infrastrutture e sistemi.

## Opportunità e sfide: verso una sicurezza “by design”
Oltre agli obblighi e alle sanzioni, NIS 2 rappresenta un’opportunità fondamentale per rafforzare la competitività e la reputazione delle aziende italiane. Nel medio termine, la sicurezza “by design” non solo protegge dall’escalation degli attacchi informatici, ma costituisce anche un vantaggio competitivo sul mercato, dove la fiducia e la solidità nella gestione degli asset digitali si traducono in valore tangibile per clienti e investitori.

In conclusione, adottare subito un piano di adeguamento serio alla direttiva NIS 2 consente alle imprese non solo di evitare sanzioni, ma di diventare punto di riferimento nel proprio settore per affidabilità, governance e gestione del rischio. La compliance, infine, diventa il volano per una crescita aziendale etica e sostenibile.

Che ne pensi? fammi avere le tue considerazioni o condividi le tue esperienze. Dal dialogo nascono le idee migliori.

Andrea Bisio

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