1. Dimissioni del segretario generale
Il 20 novembre 2025 è arrivato un vero “scossone” all’interno del Garante: Angelo Fanizza, segretario generale dell’autorità, si è dimesso.
Le accuse sono pesanti: secondo le ricostruzioni, Fanizza avrebbe chiesto di spiare le email dei dipendenti, gli accessi VPN, le cartelle condivise e altri sistemi interni.
Questo episodio ha scatenato una forte reazione: l’assemblea dei lavoratori ha chiesto le dimissioni dell’intero collegio del Garante, denunciando “opacità, conflitti di interesse e gestione carente”.
Secondo il racconto di Report, la vicenda parte da un presunto documento “riservato” in cui Fanizza avrebbe richiesto l’estrazione di dati interni, per individuare una talpa dopo la pubblicazione dell’inchiesta.
Le critiche politiche non sono mancate: personalità come Elly Schlein (PD) e il Movimento 5 Stelle hanno chiesto un “azzeramento” totale dell’Authority.
2. L’attività ispettiva e le sanzioni del 2024
Parallelamente al caos interno, il Garante ha pubblicato la sua Relazione annuale 2024, che rivela numeri impressionanti.
- Sono stati adottati 835 provvedimenti collegiali, di cui 468 correttivi e sanzionatori.
- Le sanzioni incassate superano i 24 milioni di euro.
- Il Garante ha ricevuto 4.090 reclami e 93.877 segnalazioni su materie molto varie: marketing, sanità, sicurezza informatica, lavoro, giustizia, e altro.
- I “data breach” notificati sono stati 2.204 nel 2024: più di 2.000 violazioni di dati personali sono state segnalate da aziende pubbliche o private.
- Le ispezioni sono rimaste elevate: 130 controlli, anche con il supporto della Guardia di Finanza (nucleo speciale tutela privacy), su settori che vanno dal riconoscimento facciale al controllo dei lavoratori.
3. Intervento su app AI straniere
Un altro capitolo della “cronaca del Garante” riguarda l’intelligenza artificiale, tema su cui l’autorità sta assumendo un ruolo sempre più protagonista.
DeepSeek
- All’inizio del 2025, il Garante ha ordinato un blocco immediato del chatbot cinese DeepSeek in Italia.
- L’autorità ha contestato che le informazioni fornite da DeepSeek sulle modalità di raccolta dati, le finalità e dove venissero immagazzinati (in Cina) fossero “completamente insufficienti”.
- Il Garante ha avviato un’investigazione formale, evidenziando che la protezione dei dati personali italiani deve rispettare gli standard europei, anche quando il provider è esterno all’UE.
Replika
- La stessa autorità ha multato Luka Inc., la società dietro il chatbot Replika, per oltre 5 milioni di euro, denunciando violazioni legate al trattamento dei dati, mancanza di verifica dell’età e assenza di una base giuridica valida per alcuni dati.
- Il Garante aveva già espresso in passato preoccupazioni su Replika, soprattutto in relazione agli utenti più giovani.
OpenAI / ChatGPT
- In una precedente indagine, il Garante ha multato OpenAI per 15 milioni di euro, accusando l’azienda di aver utilizzato i dati degli utenti italiani per addestrare il modello senza un’adeguata base legale e senza trasparenza.
- Il Garante ha anche richiesto a OpenAI di attivare una campagna di consapevolezza pubblica in Italia su come i dati vengono usati da ChatGPT.
4. Tensione politica: richieste di “azzeramento”
Le dimissioni di Fanizza e l’inchiesta di Report non sono arrivate in un vuoto politico: da più parti si è parlato di azzerare completamente il collegio del Garante.
Il Pd, il M5S e altri gruppi hanno chiesto un cambio netto nella governance dell’Authority, accusandola di conflitti di interesse e parentele politiche tra i vertici.
Dal canto suo, l’attuale collegio (composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza) ha respinto le richieste: difendono la propria autonomia e indipendenza politica.
Perché è importante
- Credibilità del Garante
Le dimissioni interne, e in particolare le accuse di spionaggio, minano la reputazione di un’autorità che dovrebbe essere garante della privacy, non verificarla sul proprio personale. - Controllo su tecnologie emergenti
Il Garante si sta confermando come uno dei principali regolatori in Europa per l’impatto dell’IA sui dati personali. Le sue azioni su DeepSeek, Replika e OpenAI mostrano che non ha paura di muoversi contro grandi player tecnologici. - Pressione politica
Le richieste di “azzera-mento” politiche sollevano un tema delicato: fino a che punto un’autorità indipendente può (o deve) essere influenzata dalla politica? Se il Garante perde la sua autorevolezza, anche le sue decisioni sulle aziende e gli utenti potrebbero essere messe in discussione. - Molti data breach segnalati
Le oltre 2.200 violazioni notifcate al Garante nel 2024 indicano che il tema della protezione dei dati rimane centrale in Italia. Questo pone l’autorità sotto pressione per essere efficace e credibile.
Cosa può succedere adesso
- È probabile che il Governo e il Parlamento seguano da vicino la vicenda: se la pressione politica continuerà, potrebbe esserci un rimpasto (o almeno una ristrutturazione) dell’autorità.
- Il Garante dovrà ricostruire fiducia interna con il personale, e affrontare le critiche legate alla trasparenza e alla governance.
- Sul fronte IA, possiamo aspettarci nuove azioni contro altri chatbot o servizi generativi che non rispettano il GDPR o che agiscono su dati sensibili.
- L’opinione pubblica e le aziende guarderanno con attenzione: la capacità del Garante di agire con autorità e indipendenza sarà un indicatore chiave per il futuro della privacy in Italia.
Che ne pensi? fammi avere le tue considerazioni o condividi le tue esperienze. Dal dialogo nascono le idee migliori.
Andrea Bisio