Introduzione
Il 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la Legge 132/2025, che recepisce l’AI Act europeo, introducendo un quadro normativo nazionale sull’intelligenza artificiale (IA). Questa legge non solo stabilisce principi e finalità per l’uso dell’IA in Italia, ma definisce anche specifiche sanzioni amministrative e fattispecie di reato, con l’obiettivo di garantire un utilizzo responsabile e trasparente della tecnologia.
Sanzioni amministrative
1. Ambito di applicazione
Le sanzioni amministrative previste dalla Legge 132/2025 si applicano a:
- Sistemi di IA ad alto rischio: come quelli utilizzati in ambito lavorativo, sanitario, giuridico e finanziario.
- Operatori economici: che sviluppano, distribuiscono o utilizzano sistemi di IA sul territorio italiano.
2. Entità delle sanzioni
Le sanzioni possono essere di natura pecuniaria e variano in base alla gravità della violazione:
- Violazioni lievi: sanzioni pecuniarie fino a €35.000.
- Violazioni gravi: sanzioni pecuniarie fino al 7% del fatturato annuo globale dell’operatore economico, se superiore a €35.000.
Le autorità competenti per l’imposizione delle sanzioni includono l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali (Garante Privacy) e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).
3. Criteri per l’imposizione delle sanzioni
Nell’imporre le sanzioni, le autorità considerano:
- Gravità della violazione: valutata in base all’impatto sui diritti fondamentali e sulla sicurezza.
- Recidiva: presenza di precedenti violazioni da parte dell’operatore economico.
- Collaborazione: livello di cooperazione dell’operatore durante le indagini.
Reati previsti dalla Legge 132/2025
1. Nuove fattispecie di reato
La Legge 132/2025 introduce nel codice penale italiano nuove fattispecie di reato legate all’uso dell’IA:
- Art. 612-quater c.p.: punisce la diffusione non autorizzata di contenuti manipolati tramite IA, come deepfake, con l’intento di ingannare o danneggiare la reputazione di una persona.
- Art. 171-bis L. 633/1941: estende la punibilità del plagio artistico alle condotte di text e data mining illecite, ossia alle attività di riproduzione o estrazione di testi o dati da opere o materiali disponibili in rete o in banche dati mediante l’impiego di sistemi di IA, in violazione degli articoli 70-ter e 70-quater della stessa legge sul diritto d’autore.
2. Circostanze aggravanti
L’uso di sistemi di IA può costituire una circostanza aggravante per vari reati, aumentando la pena prevista. Ad esempio:
- Art. 61 c.p.: l’uso di IA per commettere un reato può comportare un aumento della pena.
- Art. 294 c.p.: l’uso di IA per attentati ai diritti politici costituisce un’aggravante speciale.
3. Responsabilità degli enti
La Legge 132/2025 estende la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (imprese, società, associazioni) per reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente mediante l’uso di sistemi di IA. Ciò implica l’adozione di modelli organizzativi e di gestione del rischio algoritmico per prevenire la commissione di tali reati.
Conclusioni
La Legge 132/2025 rappresenta un passo significativo verso una regolamentazione dell’IA in Italia, introducendo sanzioni amministrative e fattispecie di reato specifiche. Le imprese e gli operatori economici sono chiamati a garantire l’uso responsabile e trasparente dell’IA, adottando misure adeguate per prevenire violazioni e abusi. È fondamentale monitorare l’evoluzione normativa e partecipare attivamente al dibattito pubblico per assicurare che l’adozione dell’IA avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali e della sicurezza dei cittadini.
Che ne pensi? fammi avere le tue considerazioni o condividi le tue esperienze. Dal dialogo nascono le idee migliori.
Andrea Bisio